Chiara, illustratrice e fondatrice di Chiaressenza
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Sono Chiara e sono sempre stata mille cose.
Oggi mi presento come illustratrice, ma sono anche scenografa, acquerellista e ritrattista, insegnante di tecniche pittoriche e creativa per vocazione.
Nel mio percorso ho attraversato molti ruoli e mestieri: babysitter, regista (per un solo spettacolo), pittrice di scena, cameriera alle sagre, impiegata, insegnante di AutoCAD. Tutte queste esperienze, anche quelle più lontane dall’arte, fanno parte di ciò che sono oggi e hanno contribuito a costruire il mio modo di lavorare e di guardare il mondo.
Sono del Capricorno, ascendente Sagittario: testarda e permalosa, ma anche ottimista e problem solver. Amo l’inverno, la pioggia e la luna, il profumo del gelsomino, il rosso, i papaveri, il mare, l’antica Grecia e la fotografia. Sono fatta di contrasti e passioni, e cerco di portarli tutti dentro il mio lavoro artistico.
Formazione artistica
Disegno da quando ero bambina e sono cresciuta in una famiglia profondamente creativa.
Mio zio scriveva, mio nonno fotografava, mia nonna cuciva, lavorava a maglia e cucinava, mia madre disegnava e inventava continuamente cose nuove, mio padre costruiva e lavorava il legno. In questo ambiente ho imparato che creare è un gesto naturale, quotidiano, fatto di cura e di tempo.
Ho studiato Arti visive a Genova al Liceo Artistico P. Klee - N. Barabino e successivamente Scenografia all’Accademia Ligustica di Belle Arti, dove ho consolidato il mio linguaggio visivo e il mio approccio progettuale.
Non mi è mai piaciuto fare una cosa sola: accolgo le contaminazioni, le sperimentazioni e gli stimoli che fanno crescere la mia ricerca artistica e personale.
Cosa faccio oggi
Attraverso acquerelli e chine racconto storie, paesaggi e atmosfere.
Amo dare forma visiva alle emozioni e trasformare un luogo o un ricordo in un’immagine da portare con sé, come un piccolo frammento di viaggio.
Accanto all’illustrazione lavoro nella formazione artistica, tenendo corsi e workshop, e collaboro a progetti culturali che mettono al centro la manualità, il tempo lento e l’ascolto.
Nel mio percorso convive anche un conflitto creativo: quello tra legno e acquerello.
Il legno fa parte della mia storia e continua a vivere soprattutto nei corsi, nelle fiere e nei momenti speciali come il Natale. L’acquerello, invece, rappresenta il cuore della mia comunicazione e della mia identità visiva.
La nascita di Chiaressenza
Chiaressenza nasce nel 2020, come progetto artistico personale, da un’esigenza profonda di esprimermi e di dare forma a un’idea di bellezza autentica e accessibile. Inizia come spazio creativo libero, fatto di sperimentazione, illustrazione e ricerca.
Il progetto si ufficializza come impresa il 23 aprile 2025, trasformandosi in un laboratorio creativo strutturato, capace di unire arte, artigianato, formazione e visione imprenditoriale.
A maggio 2025 apre il primo punto vendita a Riomaggiore, uno dei luoghi simbolo del progetto, con l’inaugurazione ufficiale il 25 maggio 2025.
È stato un momento intenso e profondamente umano: le persone più care erano presenti, e chi non ha potuto esserci c’era con il cuore. Un passaggio importante, che ha segnato l’inizio di una nuova fase di Chiaressenza: più concreta, condivisa e consapevole.
Chiaressenza oggi è una bottega diffusa, un progetto di impresa gentile, un sogno che cammina con i piedi per terra. Ma soprattutto è un invito: a credere nella bellezza, a portarne un frammento con sé, a farla crescere insieme.
Visione e sogni
A volte mi chiedo: e se un giorno Chiaressenza diventasse davvero un riferimento internazionale nel settore del souvenir d’arte?
E se potesse realmente aiutare altri ragazzi a trovare la loro strada?
Sono sogni, sì, ma per renderli reali lavoro ogni giorno su più fronti.
Sto costruendo un progetto che prevede una rete di 10 punti vendita in Italia, tra sedi fisse e veicoli speciali, con l’obiettivo di promuovere il Made in Italy e portare bellezza nel mondo.
Sogno anche un luogo fisico dove creare, progettare, studiare e accogliere chi desidera imparare. Uno studio aperto ad altre menti creative.
Vorrei seguire l’esempio di mio nonno Giovanni e dare vita a un fondo che aiuti chi non ha avuto gli strumenti per coltivare il proprio talento, perché anche il talento ha bisogno di essere sostenuto, studiato e nutrito.
Immagino un’azienda basata su trasparenza, libertà di pensiero, meritocrazia e apprendimento continuo.
Forse sogno un mondo più giusto.
Forse esagero.
Ma intanto continuo a disegnare, progettare e credere che la bellezza possa fare la differenza.